Trump e social: libertà o censura?

di Veronica Rigoni


Partiamo da una considerazione.

Un tempo erano solo giornali, tv e radio ad essere i megafoni della voce dei politici.

Oggi ci sono anche i social network.

Qual è la differenza?

I media tradizionali hanno delle responsabilità nella trasmissione dei messaggi e anche una deontologia professionale. Vale a dire che se un giornalista scrive falsità può essere ritenuto colpevole sia lui sia il direttore responsabile.


= Risponde di fronte alla legge di tutto ciò che viene pubblicato


I proprietari dei social network sono direttori responsabili? Questa è la domanda.

Fino a pochi giorni fa non lo erano, o meglio, erano degli arbitri all’interno del proprio portale. Infatti, la regola: “Verranno rimossi i contenuti che incitano alla violenza o all'odio nei confronti di individui o gruppi sulla base di una qualsiasi delle seguenti caratteristiche: età, casta, razza.. “ e “Sono proibiti i contenuti che includono minacce di violenza contro un obiettivo identificabile. Ecc”, includeva di per se un limite morale al contenuto degli utenti, non un limite sulla veridicità politica.


E quale è il limite tra moralità e politica?


Questa è la domanda.


Trump è stato sospeso per moralità/regole dei social network o per ideologia politica?


La domanda è talmente variopinta che una risposta non c’è.


C’è però una questione molto importante che è la libertà. Trump è (era) il Presidente degli Usa e, preso atto che alcune sue uscite hanno aizzato gli animi degli ultras trumpiani, era necessario sospendere i suoi account ed oscurarli? I proprietari dei social network sono diventati editori? Se sì, dovrebbero essere regolamentari come i mezzi stampa in essere e quindi rispondere in qualità di direttori responsabili e sottostare anche alla par condicio, vale a dire la parità di esposizione delle tesi politiche dei rappresentanti della politica.


Per finire.

Hanno fatto bene ad oscurare Trump definitamente? No.

Questo non significa difendere il comportamento di Trump degli ultimi giorni, ma la libertà dei giorni futuri.

La vera domanda è per il futuro: i social network devono essere maggiormente regolamentati? O devono essere lasciati nell’oceano della libertà assoluta? Perché, in tal caso, la libertà assoluta includerebbe anche l’odio.

Sono i proprietari dei social network e le Istituzioni a dover mettere ordine affinché non vi possa essere in futuro alcun dubbio tra libertà e censura.




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